Il Tribunale di Padova ha rimesso alla Corte Costituzionale, per contrarietà all’art.136 della Costituzione, l’Art. 5, comma 1 ter del D.L. 28.03.2014 nr. 47 (c.d. Norma “salva inquilini”)

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Il Tribunale di Padova ha rimesso alla Corte Costituzionale, per contrarietà all’art.136 della Costituzione, l’Art. 5, comma 1 ter del D.L. 28.03.2014 nr. 47 (c.d. Norma “salva inquilini”)

In un procedimento di convalida di sfratto per morosità da un immobile detenuto ad uso abitativo ove parte locatrice, assistita dall’Avv. Silvio Barbiero, aveva intimato alla parte conduttrice il pagamento integrale dei dovuti canoni di locazione in forza della dichiarata incostituzionalità dell’ art. 3 commi 8 e 9 del D. Lgs. 14.03.2011 nr.23 (canoni di locazione già autoridotti dalla parte conduttrice al triplo della rendita catastale in forza della predetta aberrante norma di cui al D. Lgs. 14.03.2011 nr.23, art. 3 commi 8 e 9) parte conduttrice ha eccepito l’entrata in vigore, nel frattempo, dell’art. 5, comma 1 ter del D.L. 28.03.2014 nr. 47, introdotto, in sede di conversione dalla Legge 23.05.2014 nr. 80 (c.d. Norma “salva inquilini”).

Il legale di parte locatrice, ritenendo la predetta ultima norma di legge contraria all’art. 136 della Costituzione (in quanto norma diretta a procrastinare gli effetti di una norma già dichiarata incostituzionale) ha richiesto al Tribunale di Padova di dichiarare rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del detto art. 5, comma 1 ter del D.L. 28.03.2014 nr. 47, introdotto, in sede di conversione dalla Legge 23.05.2014 nr. 80.

Il Tribunale di Padova, ritenendo giustamente che una norma già dichiarata incostituzionale non possa essere mantenuta in vita da un’altra norma successivamente approvata, perché ciò è contrario all’art. 136 della Costituzione (che recita: “Quando la corte dichiara la illegittimità costituzionale di una norma di legge o di altro atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione”), con ordinanza 23.07.2014 ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata in relazione all’art. 136 della Costituzione la prospettata questione ed ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale sospendendo il procedimento.

Se il Parlamento, incredibilmente, sta tentando di mantenere in vita una norma già dichiarata incostituzionale (introduttiva dell’aberrante meccanismo sanzionatorio del contratto “catastale”), approvando altre norme incostituzionali, i proprietari immobiliari non ci stanno ed utilizzeranno tutti gli strumenti messi loro a disposizione dall’ordinamento giuridico per contrastare tale orientamento.

Si allega l’integrale ordinanza di remissione 23.07.2014 del Tribunale di Padova.

Avv. Silvio Barbiero

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