NON E' PIU' SOPPORTABILE a cura del Presidente Nazionale Avv. Gabriele Bruyère

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NON E' PIU' SOPPORTABILE a cura del Presidente Nazionale Avv. Gabriele Bruyère

L’Avv. Paolo Giuggioli, Presidente Onorario dell’Uppi, è venuto a conoscenza, e lo ha immediatamente comunicato, che nel passaggio parlamentare di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013 n. 102, pubblicato nel supplemento ordinario nel supplemento ordinario n. 66/L alla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto 2013 (che si allega in calce integralmente) la Camera dei Deputati, a completa insaputa di tutti e particolarmente dei Sindacati e delle Associazioni della Proprietà Immobiliare, ha incredibilmente approvato un emendamento al testo dell’art. 6 di detto decreto, proposto e difeso Pd e Sel che, in Commissione, hanno letteralmente imposto tale provvedimento, difendendolo poi pervicacemente in Aula, senza, pare, una particolare opposizione delle altre forze politiche. L’emendamento prevede che “Le prefetture uffici territoriali del Governo adottano misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto”.
Data, tra l’altro la estrema genericità della disposizione, come è stata proposta ed approvata, è ipotizzabile che detta norma, se confermata dal Senato (i lavori sul Ddl 1107 hanno avuto inizio oggi 17 ottobre), potrebbe essere usata per applicarla indistintamente a TUTTI gli sfratti.
Rileva correttamente l’Avv. Giuggioli, nel dare immediata notizia dell’emendamento approvato, “la gravità della misura approvata dalla Camera che consente il sostanziale esproprio degli immobili dati in locazione tenuto conto che l’indiscriminato potere conferito alle prefetture senza la definizione, di alcun criterio e limite temporale rappresenta una palese ingerenza sulle decisioni dei giudici in materia di sfratto e una altrettanto palese compressione del diritto di proprietà”
L’UPPI esterna pertanto non solo la propria assoluta contrarietà ad un simile indegno provvedimento, ma denuncia la profonda incostituzionalità di questo emendamento che reintroduce di fatto una proroga indiscriminata degli sfratti (dichiarata già incostituzionale all’epoca dalla Consulta) estendendola agli sfratti per morosità che in precedenza MAI erano stati soggetti a proroga, né tantomeno a graduazione.
Hanno infatti completamente – e volutamente dimenticato – i deputati che hanno votato l’emendamento che il
procedimento di graduazione dell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto diretto da una autorità amministrativa con sottrazione del controllo giudiziale del giudice dell’esecuzione di cui al dl 551/1988, convertito nella legge 61/1989 fu sottoposta al vaglio del Giudice delle leggi il quale con la sentenza 12-24 Luglio 1998 n. 321 la dichiarò appunto incostituzionale osservando che l’attività del prefetto non si poneva sul piano strumentale della mera collaborazione e ausiliarietà rispetto al provvedimento giurisdizionale di sfratto, ma lo svuotava del tutto; infatti il differimento sostanziale amministrativo della singola esecuzione forzata, incidendo sul principio costituzionale della tutela giurisdizionale delle situazioni soggettive violava palesemente l’art. 24 della Costituzione.
L’emendamento approvato altro non è che un maldestro tentativo di ripetizione di ciò che è già stato dichiarato incostituzionale ulteriormente in danno dei proprietari di casa.
Non bisogna dimenticare infatti che il proprietario che per sua sfortuna ha subito la morosità dell’inquilino, oltre al danno di non percepire più i canoni e le spese sino alla data dello sfratto, subisce la beffa di dovere corrispondere integralmente le spese per il procedimento di sfratto, e di dovere comunque corrispondere tutte le spese condominiali che si riferiscono all’alloggio che continua ad essere occupato dal conduttore moroso, le tasse ivi compresa la registrazione del contratto e la tassa per la risoluzione quando avrà ottenuto la liberazione dell’alloggio, oltre all’IMU e a tutte le altre imposte !!
Arriverà lo stato anche a chiedergli il sangue ? Se questo è l’andazzo è probabile. Ma tutto ciò è semplicemente vergognoso !!
Come se ciò non bastasse viene introdotto nell’emendamento un concetto ed un istituto giuridico nuovo e del tutto inaccettabile: la morosità incolpevole (??)
Ci si faccia capire.
Quando mai una morosità è colpevole (?)
Un inquilino diventa moroso quando NON è più in grado di pagare il canone di locazione.
Quando un inquilino diventa moroso è perché non è più in grado di pagare il canone.
Quale sarebbe la sua colpa ? Anche per lui è sempre una
tragedia.
Purtroppo non è più in grado di pagare il canone, e sicuramente alla base vi è un motivo sempre economico.
Non si vede perché mai l’inquilino abbiente o anche solo in grado di pagare il canone dovrebbe improvvisamente smettere di pagarlo e dovrebbe divertirsi a non pagare il canone di locazione “colpevolmente”.
Verrebbe meno in questo caso il concetto stesso di locazione.
E allora ?
Da che mondo è mondo, da quando sussiste l’istituto della locazione esiste di conseguenza, e gioco forza, la possibile morosità che non può mai essere “colpevole”, a meno che l’inquilino non sia un masochista.
Checché ne pensino i deputati che hanno votato l’emendamento, e chi lo ha materialmente pensato, solo in danno dei proprietari, una morosità è sempre incolpevole e non vi è certo necessità che siano i comuni – come recita l’emendamento – che devono definire le condizioni di morosità incolpevole che consentono l’accesso ai contributi.
Ulteriore motivo di incostituzionalità.
Non sono i comuni che possono definire le condizioni di morosità incolpevole per accedere ai contributi e che senza dubbio non possono variare da comune a comune.
O è lo stato che legifera in merito e si assume la responsabilità di definire cosa egli intende per morosità incolpevole, cosa che non ha assolutamente fatto, dando poi ai giudici di accertarlo in sede giudiziale (e si dovrebbe passare comunque il vaglio del Giudice delle leggi), ma senza dubbio in assenza assoluta di quanto sopra la norma è incostituzionale, e maggiormente la norma che assegna ai comuni (che certamente non possono legiferare) di definire a caso le condizioni di morosità incolpevole che consentono l’accesso ai contributi.
L’assurdità di quanto sopra è in re ipsa.
Si confida pertanto che al Senato l’emendamento venga cancellato, perché un simile atteggiamento dello stato nei confronti dei proprietari di casa non è più accettabile e comporterebbe conseguenze probabilmente oggi del tutto inimmaginabili, e perché un simile atteggiamento dello stato contro la proprietà NON E’ PIU’ SOPPORTABILE.
Il Presidente Nazionale dell’UPPI
Avv. Gabriele Bruyère

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